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Fuori dall’abitato urbano, si distendono ampiamente fertili altopiani, per cui la Contea andava fiera della sua sapiente agricoltura; in quelle vaste aree, dove proprietà e colture sono separate da un geometrico disegno di muretti a secco. Modica nel 1996 ha celebrato il settimo centenario del conferimento della Contea a Manfredi I Chiaramente, benché in realtà abbia avuto vita comitale più lunga; ed i suoi Conti erano pure “signori” di Alcamo, Caccamo e Calatafimi e di altre terre in Sicilia. Ma le sue radici affondano in tempi remoti e le testimonianze archeologiche della presenza di siculi, greci, romani, bizantini, arabi, sono diffusamente rinvenibili in diversi siti urbani ed extraurbani, dei quali il più noto è quello della Cava d’Ispica che, a cominciare dall’emergere del fiume Ispica, a non lunga distanza dal centro urbano di  Modica, si snoda per un lungo ed ampio percorso. La Città ebbe il suo pieno sviluppo specie nell’età normanna e nei secoli seguenti. Famiglie di Conti – fra i più potenti della Sicilia – furono quelle dei Mosca, dei Chiaramonte, dei Cabrera, degli Henriquez-Cabrera, degli Alvarez. E si capisce così “quanta Spagna sia rimasta fra le ragnatele e sotto le tegole dei palazzi”.

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